Diritto all’Oblio vs Diritto di Cronaca

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Cosa succede se, digitando il vostro nome e cognome su Google, compaiono risultati lesivi della vostra immagine perché associati a notizie o informazioni spiacevoli? Se volete rimuovere tali contenuti spiacevoli, potete fare appello al Diritto all’Oblio, ovvero il diritto umano che consente all’individuo di poter richiedere che i propri dati personali non siano più visibili in internet. Ma attenzione a non scontrarvi contro il diritto di cronaca! Che significa? Che se un articolo online contenente anche il vostro nome risponde ai requisiti di tempo e modalità di pubblicazione indicati dal diritto di cronaca, far eliminare quel contenuto sarà – almeno nell’immediatezza – più complicato. Il Nuovo Regolamento Europeo che si occupa di Diritto all’Oblio e alla Privacy sul web, denominato a livello comunitario come General Data Protection Regulation (GDPR), riguarda l’applicazione di alcuni diritti per i soggetti interessati, che comportano altrettanti doveri ai titolari e ai responsabili del trattamento dei dati personali. Il diritto alla cancellazione dei dati personali rappresenta di fatto uno dei diritti più importanti per il nuovo Regolamento, che viene denominato sotto il termini di Diritto all’Oblio ed è trascritto all’interno dell’art. 17 comma 1 del GDPR 2018. L’art. 17 per l’appunto si intitola proprio ‘Diritto all’Oblio (Diritto alla cancellazione dei propri dati personali)’ e indica in un certo senso la possibilità di chiedere una revoca del consenso trattamento dei dati personali. Nell’art. 17 si specifica che, testualmente: “L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali”. Ma in che casi il Diritto all’Oblio si scontra contro il diritto di cronaca? Ogni giorno in Rete un numero impressionante di siti e testate giornalistiche online pubblicano contenuti e articoli e, la maggior parte di essi, ha una natura di contemporaneità rispetto i fatti che vi vengono descritti all’interno. Ma, proprio perché si tratta di fatti di ‘cronaca’ per l’appunto, passato il momento di ‘interesse’ che la notizia stessa può contenere, quei contenuti devono essere rimossi da ogni motore di ricerca. Se questo non avviene nei tempi e nei modi stabiliti per legge, il cittadino leso può quindi appellarsi al Diritto all’Oblio, intraprendendo questa procedura: si deve innanzitutto effettuare un’accurata ricerca e selezione di tutte le URL presenti sul web e riferite alle pagine dove compaiono i dati personali che vogliamo cancellare, perché saranno successivamente sottoposte a controllo da parte di Google (o altri motori di ricerca), e da parte di tutti quei titolari del trattamento che hanno pubblicato quei dati personali e informazioni. Inoltre bisogna verificare se vi sia o meno parvenza di poter esercitare tale diritto all’oblio – e quei contenuti non ricadono ancora nel Diritto di Cronaca – e quindi se si può procedere con la richiesta per eliminare articoli di giornale online. In questi casi, vista la procedura delicata, è sempre meglio rivolgersi ad avvocati ed informatici esperti in GDPR.

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